Una ricerca originale

Le dimensioni nascoste della povertà

Il Movimento ATD Quarto Mondo ha da sempre approfondito la ricerca sulle caratteristiche della povertà, le sue conseguenze, le modalità possibili per sradicarla. Recentemente ha condotto una ricerca partecipativa sulle dimensioni nascoste della povertà.

Claudio Calvaruso, presidente degli Amici di ATD Quarto Mondo in Italia ci la presenta.

La ricerca sulle dimensioni nascoste della povertà ha avuto la durata di tre anni ed è stata svolta in collaborazione con l’Università di Oxford.

La definizione che della povertà ne dette il suo fondatore padre Joseph Wresinski ha rappresentato negli ultimi 25 anni la luce guida dell’attività del Movimento: oggi ancora è imprescindibile.

Questa definizione venne data da Padre Joseph nel rapporto”Grande povertà e precarietà economica e sociale” presentato al Consiglio economico e sociale francese i 10-11 febbraio 1987. Vale la pena di riportarla integralmente poiché, come vedremo, ci servirà da guida anche nella presentazione di questa ultima ricerca del Movimento.

“La precarietà – dice Padre Joseph- è la mancanza di una o più sicurezze, principalmente quella del lavoro, che permettono alle persone e alle famiglie di assumere i loro obblighi professionali, familiari e sociali e di usufruire dei loro diritti fondamentali. L’insicurezza che ne deriva può essere più o meno grande ed avere conseguenze più o meno gravi e definitive. Essa porta alla grande povertà quando colpisce diversi settori dell’esistenza, quando diventa persistente o quando compromette le possibilità di riassumere le proprie responsabilità e di riconquistare da sé i propri diritti, in un avvenire prevedibile”.

La metodologia adottata nella ricerca si ispira anzitutto ad un cardine dei principi di azione del Movimento : la convinzione imprescindibile che l’eradicamento della povertà deve partire dai poveri e vedere i poveri come protagonisti.

La metodologia della ricerca è infatti basata sul l’incrociarsi dei saperi che consiste nel far lavorare insieme sulle caratteristiché della povertà : persone in situazione di povertà, academici, esperti ed operatori impegnati nel campo della povertà.

Si è  trattato in totale di 1091 partecipanti, di cui 665 in situazione di povertà (61,4%)   262 professionisti(23,5%), 164 academici(15,1)%.
Queste persone si sono riunite in Gruppi nazionali di ricerca nelle seguenti nazioni: Bangladesh, Bolivia, Francia, Tanzania, Regno Unito e Stati Uniti. In ognuno di questi gruppi erano presenti dalle 9 alle 15 persone  che lavoravano congiuntamente sulle caratteristiche della povertà e le possibili strategie di eradicamento,

Questo “incrociarsi dei saperi” è dunque alla base degli approfondimenti sulle “dimensioni nascoste della povertà” che sono l’oggetto di quest’ultimo rapporto di ricerca del Movimento ATD Quarto Mondo.

La prima considerazione da fare è che, grazie anche alla qualità del team di lavoro composto in massima parte da volontari di ATD, il dialogo tra questi diversi saperi è non solo possibile ma molto costruttivo. Esso cioè permette ad ogni rispettivo sapere di dialogare positivamente con gli altri e di raggiungere insieme sintesi superiori alle proprie.

Entrando ora nel merito dei contenuti della ricerca, vengono individuate nelle conclusioni 9 tipologie di povertà attraverso la definizione delle seguenti tre dimensioni iinterdipendenti della povertà .

 

Si tratta di:
A) Il cuore dell’esperienza di povertà, che comprende:
     1). Espropriazione del potere di agire
      2) Lotta e resistenza
      3) Sofferenza nel corpo, nella mente e nel cuore
B) Le dinamiche relazionali, che comprendono:
       4) Abuso istituzionale
       5) Abuso sociale
       6) Contributi non riconosciuti
 C) Le privazioni
       7) Mancanza di lavoro dignitoso
       8) Reddito insufficiente e precario
       9) Privazioni materiali e sociali

Queste sono dunque le nove “povertà nascoste” che vengono identificate dalla ricerca e che di fatto rivelano un mondo del tutto sconosciuto, quanto meno ai non addatti ai lavori e a questa parte sempre più imponente di popolo del tutto ignorato. umiliato, maltrattato, ignorato,  non coinvolto e scartato.

Si tratta quindi di un contributo essenziale non solo di conoscenza ma soprattutto di prospettiva politica e sociale affinché a questo popolo vengano riconosciuti dignità, ruolo, partecipazione e visibilità.

Ripercorrendo ora la definizione della povertà di padre Joseph non è difficile rendersi di come e con quanta forza tutte queste dimensioni siano presenti.

Questa ricerca è dunque profondamente radicata nel percorso tracciato dal suo fondatore e ne costituisce un ulteriore arricchimento.

Per scaricare il rapporto finale della ricerca in lingua italiana, cliccare qui.

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